domenica 24 aprile 2011

Novità Feltrinelli

Nonostante la giornata di festa, il blog non si ferma e noi continuiamo a proporvi novità :) Oggi è il turno di quelle proposte dalla Feltrinelli.
Titolo: Sarabanda
Autore: Salvatore Veca
Collana: Fuori collana 
Pagine: 128
Prezzo: 12,00€
Trama: "Che questa, alla fine, è la nostra biblioteca di sarabanda di giustizia per il mondo ingiusto. Tanti libri, tante vite. Tante storie, tante vite. Tante vite, tante pagine. Molte scritture del sogno di una cosa." Una carretta sul mare, piena di umanità che fugge dalla guerra, dalla fame, dalla persecuzione, dalla tirannia, con il sogno di un altrove. Fra loro, c'è un vecchio. Una specie di saggio o di sciamano che ha vissuto, in tempi diversi, molte vite in molti luoghi del mondo. Assumendo via via le sue mutevoli identità, risponde alle domande dei migranti. Salvatore Veca affida al suo vecchio, carico di anni, di sapere, di scritture, il compito di guardare dentro il nostro destino, il destino di un Occidente che, una volta di più, si sporge sulla catastrofe possibile. La voce del vecchio è la voce di una cultura che, per segmenti, per lacerti luminosi, è tutta chiamata a raccolta, prima del silenzio, e contro il silenzio.
Titolo: Mondo via terra
Autore: Eddy Cattaneo
Pagine: 464
Prezzo: 18,00€
Trama: "Nostalgia di casa?" "No." "Ti manca qualcuno?" "No, nessuno." "Stai trovando in questo viaggio quello che sognavi?" "Ho la completa libertà, il mondo come orizzonte. Il sogno si sta avverando." Lui è grande e grosso, una matassa di riccioli ingovernabili, e proprio non riesce a stare fermo. Non sopporta i tour operator ma non ama neanche chi si improvvisa avventuriero perché stufo della città. Per lui la porta di casa è solo il confine facilmente valicabile tra sé e il mondo. Basta un passo e il viaggio comincia. Mondoviaterra parla di un sogno: fare il giro del mondo via terra, senza prendere aerei. In solitaria. Pulito, lento e circolare. Un'avventura daltri tempi per sentire la terra cambiare sotto i piedi giorno dopo giorno, a contatto con la Natura, senza bucare il cielo. Eddy Cattaneo racconta il suo giro del mondo via terra con orecchie e occhi sempre ben aperti, pronti a cogliere sguardi, suoni, sapori, musiche. Vite.
Titolo: L'idea di incompletezza
Autore: Salvatore Veca
Collana: Campi del sapere
Pagine: 208
Prezzo: 19,00€
Trama: Salvatore Veca affida a questo libro gli esiti di una lunga ricerca filosofica che prende le mosse dal suo volume più importante, Dell’incertezza. In Dell’incertezza la questione centrale coincideva con l’esame delle differenti circostanze in cui si formulano per noi domande di teoria: nello spazio dell’impresa scientifica, dell’indagine etica e politica, nell’ambito delle questioni di identità. L’idea di incompletezza esplora invece la natura delle risposte che noi diamo, in una varietà di circostanze, alle domande di teoria. Nelle prime due lezioni Veca si interroga sull’incompletezza delle teorie etiche e politiche e degli impegni per giustificare, criticare o difendere princìpi e valori. Nella terza lezione l’analisi si concentra sull’incompletezza dell’interpretazione. Infine, nell’ultima lezione, la ricerca di Veca si mette alla prova con i celebri teoremi di incompletezza di Kurt Gödel nell’ambito delle teorie della dimostrazione, mostrando le analogie e le differenze cui, in distinti contesti, va incontro l’idea di incompletezza. La convinzione che emerge da queste pagine, ricche di riferimenti alla storia delle idee, alla letteratura, all’arte, alla scienza e alla religione, è che l’incompletezza si addica perfettamente alla filosofia stessa. L’incompletezza ci induce a esplorare lo spazio delle possibilità e delle alternative. Uno spazio in cui i confini fra i saperi si fanno porosi, e la cui fisionomia è esposta incessantemente alla sorte del mutamento e della metamorfosi.
Titolo: Ogni mattina a Jenin
Autore: Susan Abulhawa
Collana: I narratori
Pagine: 320
Prezzo: 17,00€
Trama: Susan Abulhawa ha scritto un romanzo che tocca il cuore, un Cacciatore di aquiloni palestinese: di vibrante realismo e inesorabilmente diretto alla verità, racconta con pacatezza e sensibilità la storia di quattro generazioni di palestinesi costretti a lasciare la propria terra dopo la nascita dello stato di Israele e a vivere la triste condizione di “senza patria”. È la voce di Amal, la brillante nipotina del patriarca della famiglia Abuleja, a raccontarci l’abbandono della casa ancestrale di Ein Hod, nel 1948, per il campo profughi di Jenin, e la tragedia dei suoi fratelli che si ritrovano a combattere su fronti opposti. Amal ci racconta la sua di storia, l’infanzia, gli amori, i lutti, il matrimonio, la maternità e, infine, il bisogno di condividere tutto quello che ha vissuto con sua figlia, il suo amore più grande. La storia della Palestina, intrecciata alle vicende di una famiglia che diventa simbolo delle famiglie palestinesi, si snoda nell’arco di quasi sessant’anni, attraverso gli episodi che hanno segnato la nascita di uno stato e la fine di un altro: la tragedia dell’esilio, la guerra, la perdita della terra e degli affetti, la vita nei campi profughi, da rifugiati che vivono “sospesi” in attesa di una svolta. Susan Abulhawa non cerca i colpevoli tra gli israeliani, che anzi guarda con empatia, rispetto e consapevolezza, perché sa chi sono i veri artefici di quella sofferenza umana, racconta invece la storia di tante vittime capaci di andare avanti solo grazie all’amore.
Titolo: Una scuola da rifare
Autore: Giuseppe Caliceti
Collana: Varia
Pagine: 224
Prezzo: 15,00€
Trama: Lo scenario è conosciuto: nel 2008 il ministro Tremonti abbatte sulla scuola la scure dei tagli e poco dopo il ministro Gelmini annuncia la sua riforma. Le piazze si riempiono di migliaia di docenti che gridano la loro rabbia contro lo smantellamento della scuola pubblica. A distanza di diversi mesi, cosa rimane di quella protesta? E – soprattutto – cosa rimane della scuola pubblica? Sotto forma di una lunga lettera ai genitori, Giuseppe Caliceti – maestro, educatore, ascoltatore – cerca di rispondere a queste domande e analizza lo stato di salute della nostra scuola. Caliceti difende la scuola pubblica italiana – una delle migliori al mondo per qualità di insegnamento – e provoca i genitori: l’istruzione primaria non è una bambinaia che tiene impegnati i figli per qualche ora, l’istruzione primaria è il momento fondamentale della loro formazione. Ma il tassello più importante della scuola pubblica, il pilastro fondamentale che non può essere abbattuto, è la condivisione. Dice Caliceti: “A chi mi chiede in cosa consiste esattamente il mio lavoro potrei rispondere che insegno a leggere e a scrivere, ma preferisco dire che gestisco gruppi di bambini. I contenuti delle materie che insegno in questi trent’anni sono cambiati più volte – pensate alla storia, alla geografia, ma anche all’italiano o alla matematica. Sono cambiate le materie stesse: ne sono state introdotte nuove, ne sono state soppresse o ridimensionate altre. Una cosa è rimasta: la funzione educativa. L’impegno, attraverso l’istruzione a questa materia o a quel contenuto, di educare. è una responsabilità non piccola. Per questo mi sforzo di trovare sempre il tempo per affiancare a ogni attività di apprendimento un’attività parallela: quella della condivisione”.
Titolo: Vita da freelance
Autore: Sergio Bologna, Dario Banfi
Collana: Serie bianca
Pagine: 288
Prezzo: 17,00€
Trama: La rappresentazione del lavoro autonomo (o indipendente) finora offerta confonde ancora quello "di prima generazione" (coltivatori diretti, commercianti, artigiani, professioni liberali protette da ordini) con il lavoro scaturito dalla trasformazione postfordista. Si confonde un modo di lavorare antichissimo con quello che è apparso solo negli ultimi trent'anni, creando così pasticci di tipo statistico, mediatico e, cosa assai più grave, normativo. In questo libro gli autori, di due generazioni differenti, ci aiutano a scoprire che le cose stanno cambiando in profondità anche nell'universo del lavoro indipendente postfordista. Il tipico individualismo del lavoratore indipendente, chiuso nella sua casa-ufficio e collegato al mondo solo per via remota, subisce un profondo cambiamento in virtù di una nuova spinta all'associazionismo, alla coalizione, alla community. Passando da New York a Londra, da Parigi a Milano, gli autori seguono le tracce di un movimento associativo di segno nuovo, che si confronta direttamente con lo stato e il mercato su questioni fiscali, previdenziali, normative. I lavoratori indipendenti vogliono un riconoscimento del loro ruolo nell'economia della conoscenza. Il nuovo mondo delle professioni è fatto di freelance, milioni di lavoratori in perenne tensione tra libertà e vincoli, tra creatività e conformismo, tra sapere tacito e saperi standardizzati. Settori importanti del mondo del business prevedono che questi lavoratori della conoscenza saranno fondamentali nel prossimo futuro. Per questo è utile sin da ora conoscerli meglio.
Titolo: I numeri per agire
Autore: Esther Duflo
Collana: Campi del sapere
Pagine: 176
Prezzo: 18,00€
Trama: Al cuore di questo piccolo libro c’è un’idea semplice e rivoluzionaria. La lotta alla povertà ha assorbito forze e finanziamenti ingenti, ha mobilitato coscienze e avviato progetti in tutto il mondo, ma non ha prodotto che scarsi risultati. Gli interventi talvolta funzionano e talvolta falliscono: nessuno è in grado di spiegare perché ciò avvenga e, soprattutto, nessuno è in grado di prevedere se un certo tipo di intervento avrà buone chance di successo. I politici non hanno strumenti per operare le scelte di politica sociale, gli scienziati sociali sono disarmati. È dunque necessario un nuovo modo di pensare e operare. Ciò che serve è un modo per poter valutare rigorosamente i tipi di intervento necessari. La chiave di volta ha un nome: studi controllati randomizzati. In altri termini: verificare sul campo attraverso esperimenti controllati l’efficacia dei diversi tipi di intervento possibili. Esther Duflo ha messo in atto questa nuova strategia. L’ha fatto in India, in Africa, in Messico. È andata sul campo, si è posta le domande giuste e allestito gli esperimenti necessari. I risultati sono stati sorprendenti. Non solo hanno spesso sfatato luoghi comuni, ma hanno prodotto effetti positivi a lungo termine. Una rivoluzione pragmatica e concettuale che ha pochi precedenti. Duflo non si è posta il compito di sradicare la povertà nel suo complesso. Si è invece posta il compito di dare risposte rigorose a singoli problemi: come rendere più efficaci le campagne di vaccinazione? Come migliorare l’istruzione dei bambini con il minor investimento? Come combattere la malaria nel modo più semplice ed efficace? Così facendo ha avviato un circolo virtuoso che sta contagiando studiosi di tutto il mondo e sta cambiando dalle fondamenta il modo di fare economia.
Titolo: L'arte fuori di sè
Autore: Andrea Balzola, Paolo Rosa
Collana: Serie bianca
Pagine: 176
Prezzo: 16,00€
Trama: L'arte è fuori di sé perché sta vivendo una crisi d'identità senza precedenti, ingabbiata in un sistema autoreferenziale per addetti ai lavori, pilotato più da logiche di mercato e di immagine che da una sincera ispirazione, lontano dal vissuto e dalle sensibilità della gente. L'arte è fuori di sé perché sono esplosi tutti i codici e i confini. Il pubblico e gli stessi studiosi faticano a valutare che cosa sia arte e cosa non lo sia, e molti la confondono con la pubblicità, il design, la comunicazione, o con la mera replica di frammenti di realtà. Ma l'arte è fuori di sé soprattutto perché la rivoluzione digitale ha generato una trasformazione antropologica dei comportamenti e delle relazioni sociali, che incide profondamente sull'identità dell'arte e sul ruolo dell'artista. L'arte che esce da sé, in senso positivo, può svolgere una funzione simbolica e pratica di antidoto alle patologie dell'età post-tecnologica, spostando il baricentro dalla creazione individuale a quella collettiva, dall'opera compiuta al processo aperto, dalla centralità dell'artista "genio" allo spettatore, con una circuitazione totalmente diversa, gratuita e molto più partecipata degli eventi artistici.

Che ne dite? Vorrei leggere Ogni mattina a Jenin, mi incuriosisce..

Fra

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