giovedì 14 marzo 2013

Novità: Le magie di Omnia di Fabio Cicolani

La Corte Editore ha recentemente pubblicato in un'unica raccolta la trilogia fantasy di Fabio Cicolani, presentata in anteprima al Lucca Comics & Games dove è risultata tra i libri più venduti; La Corte Editore insieme all'autore ha organizzato un calendario di presentazioni in giro per l'Italia, fino ad ora le date confermate sono il 13 Aprile a Torino, il 19 a Rieti, al Salone del Libro di Torino nella seconda settimana di Maggio, a Mantova all'interno del San Giorgio di Mantova Books l'8 Giugno e il 16 giugno all'interno dell'Imaginarium Latina Fest. Inoltre per ampliare la conoscenza del mondo di Omnia sono stati pubblicati su youtube alcuni video molto interessanti, Le scintille di Omnia,  che parlano proprio di alcuni aspetti della saga :) Ancora non vi basta? Bene, scorrendo verso il basso troverete il primo capitolo di ognuno dei tre libri, giusto per farvi un’idea dello stile dell’autore ^^

Titolo: Le magie di Omnia
Autore: Fabio Cicolani
Editore: La Corte Editore
Collana: Labyrinth
Pagine: 560
Prezzo: 19,90€
Trama: Un Libro è la chiave che spalanca le porte verso mondi immaginari. Lo sa bene Fabio Cicolani che ha scritto il primo volume delle "Magie di Omnia" credendo di mettere su carta i suoi sogni fantastici. Ma accade che il cattivo di questi sogni, Lycaon, un pericoloso Oscuromante del pianeta magico di Omnia, riesca a venire in possesso del romanzo che narra la storia della sua sconfitta. In questo modo Lycaon è in tempo per cambiare tutto, perchè quello che c'è scritto nel libro non è ancora accaduto! E dal momento in cui inizierà a leggere del suo destino nero su bianco, il libro muterà radicalmente, cambiando le sorti di tutti i protagonisti. Ma il Destino porterà Omnia a soccombere, devastato da Signa, una perfida tiranna diventata L'Imperatrice della Luce. Saranno giorni oscuri per gli abitanti di Omnia e per gli eroi che tenteranno di liberarla e che si vedranno costretti a stringere alleanze inaspettate, a ricorrere a tutto il proprio coraggio, a sperare che Fabio Cicolani scriva ancora di Omnia. Perchè, paradossalmente, potrebbe essere l'unica speranza per salvare il loro mondo. Come se non bastasse, nell'ombra delle storie dei protagonisti, si muove anche una figura misteriosa, che come un virus si insinua nei giochi di buoni e cattivi, mettendo a rischio i legami più profondi e riportando a galla pericolosi retroscena da un passato che neanche l'autore avrebbe voluto svelare.

Questo è uno dei video di cui vi parlavo prima, che ve ne pare? :)



1 Libro

CAPITOLO UNO
QUESTO LIBRO

Poggio Moiano, Terra

«Signor Direttore!» esclamò la donna di mezza età mentre gli andava in- contro a braccia spalancate.
L’anziano schivò l’abbraccio e tirò dritto, nascondendo lo sguardo irritato sotto la tesa del cappello in feltro nero.
Non era il direttore della Casa del Fanciullo da più di vent’anni e non si poteva dire che fosse stato un dirigente scolastico memorabile. Perché gli ex-studenti si ostinavano a salutarlo?
L’ex-direttore infilava un passo dietro l’altro mentre gli giravano in testa pensieri alquanto bizzarri: se Voldemort avesse potuto leggere in anticipo la saga di Harry Potter, sarebbe stato sconfitto comunque? Oppure anche i Signori Oscuri imparano dai propri errori? E Frodo? Sarebbe riuscito a di- struggere l’anello se Sauron fosse stato a conoscenza della trilogia di Tolkien?
Ovvio che se la perfida Strega dell’Est avesse letto, nero su bianco, che le sarebbe piombata una casetta di legno in testa, si sarebbe spostata.
Pensò che, meglio di una seconda possibilità, c’è solo quella precedente la prima, l’occasione zero, per così dire.
l vecchio si fermò di fronte alla libreria Gulliver e sogghignò: al di là di quella soglia c’erano scaffali e scaffali traboccanti di occasioni zero.

2 Libro

CAPITOLO UNO
LA VISITA
Ho giurato che non avrei più scritto una parola su Omnia,
ma poi è stata distrutta,
e ho dovuto rompere la promessa.


Lo scaccia-spiriti tintinnò all’improvviso, ma non avvertii alcun soffio di vento o brusco spostamento. Tintinnò e portò nella mia stanza un’omniana.
Tra flutti di fumo nero emerse una figura slanciata, vestita di scuro, un abito lungo con qualche dettaglio luccicante. Nella penombra vidi brillare i capelli viola intenso che le scendevano sulle spalle morbidi e sinuosi.
Capii subito che era un essere magico, perché gli omniani, nel momento in cui compaiono sulla Terra, emanano sbuffi scintillanti come tappeti rico- perti di brillantini che vengono sbattuti al sole.
«Ciao», mi disse. Io non risposi. «Dite così no? “Ciao”» aggiunse. «Sì, diciamo così. Ma di solito a persone che conosciamo. Noi ci conosciamo?» «Sono Atena, e vengo da Omnia». Abbozzai un sorriso. Che ci faceva Atena nel mio studio? Alfa e Omega avevano promesso che mi avrebbero lasciato in pace. «Cosa ti porta qui, Atena? Non è proibito contattare i terrestri su Omnia?
Oppure le cose sono cambiate?» «Tutto è cambiato, adesso.» Il tono con cui lo disse mi preoccupò. Che intendeva? E perché lo stava raccontando proprio a me? Che Lycaon avesse modificato il corso della storia con il mio libro? Di nuovo?
Mi sedetti alla scrivania e fissai Atena in cerca di una spiegazione.
Lei si avvicinò al tavolo. Il fruscio ovattato dello strascico la accompa- gnava come un corteo silenzioso. Si chinò fino a entrare nel cono di luce della lampada da tavolo. Vidi meglio il suo volto, pallido, gli occhi scuri e segnati, le pupille dilatate, la bocca sottile e contratta.
«Mi devi aiutare, Fabio Cicolani» disse in un sussurro.
Il mio nome, detto con quella voce, scandito con cura e riverenza, mi provocò un brivido. Non si era rivolta a me come a un uomo insignificante di un piccolo paese sulla Terra, parlava all’autore delle Magie di Omnia, come se non esistessi al di là di quello che potevo fare per lei.
Scostai il libro e la fissai. Nelle iridi galleggiavano pagliuzze dorate, piccoli riflessi di magia.

3 Libro

PROLOGO

«Chi sei?» «Non ha importanza, tanto fra un minuto sarai morto». Egokeros non sembrò affatto scalfito da quell'affermazione, si limitò a sostenere il suo sguardo con quegli occhietti porcini, due fessure nere al centro della faccia spigolosa. La testa grossa sembrava staccata da quella montagna d'uomo a torso nudo e con la pelle bianca striata in modo innaturale, come fosse pietrificato. Indossava soltanto una specie di gonnone nero a pieghe, lungo fino ai piedi.
L'Oscuromante si guardò attorno. La caverna in cui aveva trovato la sua vittima sembrava uno scavo sotterraneo. Le pareti di roccia erano puntellate da grosse travi alte fino al soffitto, le pareti erano spigolose e taglienti, di tutte le sfumature di grigio possibile. La poca luce che illuminava quella grotta era data dai grossi bracieri in marmo sistemati in modo casuale in giro per la caverna. Ombre nervose e allungate si muovevano tra le rientranze, pronte a intervenire, come soldati in trincea.
«State pronte» sibilò. «Chi sei?» ripeté Egokeros spazientito. «Perché ti nascondi qui? L'Imperatrice non ti protegge dalla Tempesta?» «Questa è la mia protezione, la terra» «Ma hai la scheggia...» «È per questo che mi ucciderai?» «Sì». Egokeros abbassò la testa e si mosse con passo pesante. A ogni movimento le spalle si alzavano e abbassavano come se sollevarle fosse una fatica immane. A ogni colpo del piede la terra tremava, come un tamburo. L'ultimo passo martellò il lastricato e questo rispose come fosse stato una membrana elastica, le pietre si sollevarono spinte da una forza centrifuga, esplodendo in direzione dell'Oscuromante.
L'uomo congiunse le mani senza scomporsi, serrò le palpebre e i sassi si bloccarono a mezz'aria un istante prima di investirlo con i loro spigoli taglienti. Riaprì gli occhi di scatto e allontanò i palmi: un groviglio di scie scure si dipanò dalle linee della mano formando un piccolo vortice che si espanse fino a diventare una sfera. Le scie divennero tentacoli filiformi che afferrarono le pietre sospese e le avvolsero fino a inglobarle completamente. Come fossero state di fumo, si dissolsero, alimentando i tentacoli che si gonfiarono e sferzarono l'aria con un sibilo agghiacciante. Le spire volarono in direzione di Egokeros e iniziarono a frustarlo con veemenza. Il corpo dell'uomo veniva scalfito ripetutamente e rilasciava una piccola nuvoletta di polvere grigia.
Una tempesta di sabbia si sollevò dal terreno e lo avvolse come un bozzolo. Quando la sabbia precipitò a terra, di Egokeros non c'era traccia. 

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