domenica 5 maggio 2013

Recensione: Garden di Emma Romero

Buona lettura ^^

Titolo: Garden
Autore: Emma Romero
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 276
Prezzo: 14,90€
Trama: Il ritardo è negligenza. La negligenza è disordine. Il disordine è il seme della perdizione. Maite è tra le operaie più efficienti nella fabbrica in cui lavora. In fondo non ha scelta: se commettesse un'infrazione sarebbe punita con la morte.
Maite coltiva in segreto la sua passione, il canto, e sogna di raggiungere il leggendario giardino alla fine del mondo, dove si narra vivano i ribelli in completa libertà e dove pare siano sopravvissute le lucciole. Perché il suo paese è diventato una prigione fredda e spoglia. Dopo una lunga guerra, l'Italia è stata divisa in Signorie e, per impedire il ritorno al caos, le arti e le scienze sono riservate a una casta di eletti, mentre gli esclusi sono condannati a una vita di obblighi e privazioni.
L'unica fonte di svago è la Cerimonia, la grande festa celebrata per l'anniversario della Rinascita. Maite ha sempre voluto esibirsi su quel palco, ma il giorno in cui potrà finalmente ottenere il suo riscatto scoprirà che, in un paese che ha ucciso ogni speranza, anche dai sogni si può desiderare di fuggire...
Un romanzo italiano dal sapore internazionale che dipinge con lucida spietatezza uno scenario più vicino di quanto possiamo immaginare.

Recensione

In un futuro imprecisato, in seguito ad una serie di devastanti conflitti, l’Italia è divisa in tante Signorie, regioni cintate da alte mura che hanno lo scopo di difendere la popolazione dagli attacchi esterni; il cibo e l’acqua sono razionati in porzioni che a malapena riescono a mantenere in vita gli abitanti, costretti a convivere con la perenne sensazione di sete. Maite è una ragazza di sedici anni, abituata a lavorare in fabbrica fin dalla tenera età come tutti i ragazzi della provincia; sa che la sua vita non potrà essere diversa da quella dei suoi genitori, eppure dentro di lei brucia un fuoco, che nasce all’altezza dello stomaco per poi risalire lungo la gola. Maite desidera cantare, sentire il suono della sua voce che intona una canzone qualsiasi, anche una semplice filastrocca; ma per quanto possa sembrare ingiusto, cantare è vietato, così come disegnare e raccontare storie. L’esercizio delle arti è riservato unicamente agli Artisti, persone scelte dal Computer Centrale il giorno dell’esame di Assegnazione in base alla loro vena artistica; a loro, ed esclusivamente a loro, è concesso esibirsi in una serie di spettacoli durante l’annuale Cerimonia, la grande festa che da sempre affascina la popolazione. Maite può cantare in un unico momento della giornata, per pochi istanti, convinta di essere al sicuro dallo sguardo implacabile dei Giusti; ma scoprirà ben presto di aver sottovalutato il pericolo..

Opera prima di un’autrice italiana, Garden si presenta come un distopico autoconclusivo ambientato, udite udite, in Italia; non sono molti i romanzi ambientati nella nostra penisola (parlo ovviamente di distopici, fantasy, paranormal e tutti i loro sottogeneri) quindi questo è senza dubbio un punto a favore di Garden. Purtroppo però questo aspetto, come molti altri, non è stato approfondito a sufficienza, lasciando aleggiare nell’aria una serie di domande rimaste senza risposta; ma andiamo per gradi. Garden è ambientato in un futuro indefinito, non vengono date molte informazioni sulla collocazione temporale anche se il livello tecnologico non estremamente elevato fa pensare ad un futuro non poi così lontano; attraverso la voce di Maite l’autrice racconta brevemente che, in seguito ad un lungo conflitto, si è arrivati alla Rinascita, con la creazione delle Signorie e l’imposizione delle Nuove Armonie, i divieti imposti dal Presidente alla popolazione, senza però spiegare alcuni dettagli importanti: ad esempio, come si è arrivati alla guerra, e cosa ha portato alla sua conclusione? Possibile che nessuno si sia opposto alla figura del Presidente neanche inizialmente? Possono non sembrare particolari importanti ma a mio avviso avrebbero creato una solida base di partenza per la vicenda, permettendo al lettore di avere un quadro completo della situazione. Per quanto riguarda la società ci viene riproposto il modello medievale, per cui abbiamo al gradino più basso della piramide gli abitanti delle province, costretti a lavorare molto duramente e considerati delle bestie; seguono i cittadini, i ricchi abitanti della città, privilegiati e spocchiosi, che comprendono gli Artisti; infine, la punta della piramide è occupata dal Presidente, una figura autoritaria e decisa a mantenere il controllo sulla popolazione con il terrore e con il ricorso alle forze armate composte dai Giusti. Questo è forse l’aspetto che è stato più approfondito: l’universo apparentemente perfetto degli Artisti viene mostrato per quello che è realmente, la vita dei lavoratori e specialmente della famiglia di Maite viene descritta accuratamente, anche per quanto riguarda il lavoro in fabbrica; si sa poco del presidente e soprattutto dei Giusti, ma nel complesso un’idea relativamente completa della società il lettore riesce a farsela. Quello che veramente mi è mancato è stato l’aspetto storico e le interazioni tra le varie Signorie, data l’ambientazione mi sarebbe piaciuto riuscire a localizzare i vari scenari e approfondire la storia degli stati che non hanno accolto la Rinascita. Queste lacune, insieme ad alcuni avvenimenti troppo frettolosi, rovinano purtroppo quello che poteva essere un libro davvero bello, bloccando il giudizio a tre stelline; a risollevare la situazione arriva però il finale, nonostante il romanzo sia stato presentato come autoconclusivo l’ultima scena lascia lo spazio per un seguito, e con esso si spera eventualmente di poter approfondire il passato e trovare risposta alle domande rimaste in sospeso :)

Fra

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